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Perluna: quando un’idea di recupero diventa un progetto di bellezza

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L’intuizione che nasce tra i filari

Perluna è un progetto che affonda le radici tra i filari de Il Risveglio del Ceppo, una vigna che custodisce storie, gesti e tradizioni. Qui, durante il momento del diradamento, si selezionano le uve migliori per garantire qualità e concentrazione. È un’operazione necessaria, ma spesso dolorosa: quei grappoli, pur preziosi, sono destinati a non avere un’identità.

È proprio da questa osservazione che è nata una domanda semplice ma rivoluzionaria: e se quelle uve potessero avere una nuova vita?

Come spesso accade, l’ispirazione arriva da un bisogno concreto. La volontà di valorizzare le uve del diradamento ha acceso la scintilla che avrebbe portato alla nascita di un nuovo spumante rosato, elegante e contemporaneo.

La telefonata che ha dato forma a un’idea

Il progetto Perluna ha preso forma durante una lunga telefonata con Enzo Gerbi, enologo e direttore della Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli. Stavamo commentando il successo di Marengo, lo spumante metodo Martinotti che la cantina aveva da poco lanciato con grande entusiasmo.

La domanda era spontanea: cosa rendeva Marengo così speciale? Qual era quel dettaglio che riusciva a trasformarlo in un prodotto tanto equilibrato?

Mentre Enzo ne descriveva le caratteristiche, ho lanciato un’idea quasi per gioco, ma con la convinzione che potesse avere un senso profondo:

“E se le uve del diradamento de Il Risveglio del Ceppo diventassero uno spumante rosato con la stessa eleganza di Marengo?”

Da quel momento, tutto ha iniziato a muoversi.

Perluna: un gesto tecnico che diventa creazione

La proposta è stata accolta con entusiasmo da Enzo Gerbi e dal suo team. La loro professionalità ha trasformato un gesto tecnico (il diradamento) in un atto creativo: dare identità a ciò che solitamente resta ai margini.

Così è nato Perluna, uno spumante rosato che racchiude cura, visione e una profonda attenzione al territorio.

Perluna non è solo il risultato di una scelta tecnica, ma un esempio di come il recupero consapevole delle uve possa generare un prodotto originale, elegante e sostenibile.

Un design che racconta la sua origine

Per me, però, Perluna doveva essere speciale anche nella forma. Un vino non vive solo nel calice: vive anche nella sua presenza, nell’oggetto-bottiglia, nell’emozione che crea prima ancora dell’assaggio.

Per questo ho coinvolto Lisa Perbellini, responsabile comunicazione e immagine della cantina. Le ho chiesto di non limitarsi a ideare un’etichetta, ma di usare la bottiglia come una vera e propria tela.

Il risultato è un design unico: una serigrafia essenziale e armoniosa che riprende le linee sinuose del vitigno de Il Risveglio del Ceppo, restituendo quella stessa leggerezza che si ritrova nel bicchiere.

La nascita di qualcosa di nuovo

Oggi Perluna è parte della linea Il Risveglio del Ceppo, ma conserva nel suo DNA la sua origine: un progetto nato dall’ascolto, dal dialogo e da una visione condivisa.

Un vino che nasce da una semplice domanda, capace però di trasformare un limite in possibilità:

“E se da ciò che togliamo nascesse qualcosa di nuovo e meraviglioso?”

Perluna è la risposta. È la dimostrazione che, quando la cura incontra la creatività, anche ciò che sembrava marginale può brillare.

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